Bimbi senza mensa e scuolabus, la nuova ingiustizia sociale dell’Italia di oggi
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Dopo i casi di Adro, comune del bresciano, e di Montecchio Maggiore a Vicenza, non si spengono le polemiche per la sospensione dei servizi di mensa e scuolabus nei confronti di quegli alunni non in regola con i pagamenti. Anche in altri Comuni si registrano iniziative simili. Ultima in ordine di tempo la decisione del Comune di Barletta di sospendere la mensa nei confronti di nove alunni morosi.
Ad Adro, il caso si è risolto con il pagamento dei 10 mila euro mancanti da parte di un imprenditore anonimo che ha versato la somma a titolo di rimborso delle rette non pagate dalle famiglie in difficoltà della scuola elementare locale. A Barletta, invece, nella scuola elementare Modugno, per qualche giorno, nove alunni morosi sono stati esclusi dall’accesso al refettorio perché i genitori non possono ricaricare la card dei pasti perché non hanno i soldi per farlo.
A Verona, inoltre, per una quindicina di bimbi veronesi il pulmino scolastico, dopo Pasqua, è diventato un ricordo e per altri 93 rischia di fare la stessa fine se le famiglie non provvederanno a pagare gli arretrati. Su 1.117 utenti, è stato scoperto che una cinquantina di famiglie, risultate non certo prive di risorse economiche, usufruivano del servizio di trasporto senza aver versato alcuna retta, pari a 23 euro al mese. Dopo un primo sollecito, oltre la metà si è messa in regola, ma 16 nuclei familiari hanno fatto passare senza risposta anche le indicazioni sulle possibili agevolazioni ed è scattata la sospensione il 6 aprile. Solo uno ha pagato il dovuto. Dal 2004 al 2009 ammontano a 1,3 milioni i mancati pagamenti di rette per i servizi di mensa e trasporto scolastico nel Comune di Verona.
E’ comunque necessario distinguere tra chi può e chi no. Per il segretario della Cisl Scuola, Francesco Scrima, “le difficoltà economiche delle famiglie non devono essere pagate dai bambini comprimendo i loro diritti. E’ un’ingiustizia sociale ed è un fatto altamente diseducativo che ciò avvenga nell’ambiente della scuola, che è un fattore di crescita. Se si tratta di morosità da parte di famiglie disagiate è l’istituzione locale che deve intervenire per garantire il diritto dei bambini. È un fatto di civiltà. Se c’è un servizio pubblico che tutti pagano è giusto che siano davvero tutti a pagarlo, ma se ci sono difficoltà se ne deve fare carico la collettività”.
Conquiste del Lavoro.it

17. Apr, 2010
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