Manovra da leone: Comites e CGIE fuori dalle scatole
In tempi di congiuntura così stringenti, quando la mannaia dei tagli si abbatte sulla spesa pubblica, gli italiani all’estero sperano ancora che siano rinnovati Comites e CGIE. Poveri creduloni.
Che? Comites e CGIE? Ma cosa sono? Nuove specie animali in via di estinzione oppure dei succulenti piatti di pesce crudo giapponesi?
Saranno abolite le province, le spese inutili, le spese alla sanità e alle pensioni, si attuerà il blocco ai contratti del pubblico impiego, probabilmente saranno adottate ulteriori misure perché la manovra da 24 miliardi di euro non basterà a sistemare i conti, e questi ci vengono a dire che i Comites ed il CGIE sono indispensabili e che anche se costeranno una bella cifretta, non importa.
Con questi guai cosa vengono a proporci: Comites e CGIE? Vogliono scherzare? – dicono al governo-. Non rinnoveranno un accidente di niente con i soldi dello Stato – rinnovassero da soli le loro cose senza questue- si sente dire in Transatlantico.
Il governo rimanda sistematicamente l’argomento ma non dice alla gente la verità. Il fatto è che la volontà è quella di abolire sicuramente il tutto già ritenuto inutile e dispendioso da tanto tempo.
Si tratta di un provvedimento che la gente non si aspetta ma nulla importa, quando salterà fuori la verità si adegueranno ed amen. E poi atteso da chi? Da stranieri ormai che nulla hanno a che fare con l’Italia. Quali italiani –continuano a dire quelli che contano.
Il boccone sarà digerito e basta. Allora come mai non lo si dice prima? La domanda è ingenua: non c’è alcun motivo di dare credito alla gente all’estero in questa circostanza. Dovranno solo togliersi dalle scatole una volta e per sempre compreso la legge Tremaglia che troppe ne ha combinate secondo qualcuno.
Anche le stesse comunità all’estero dovrebbero aver compreso oramai quale sia la china e l’andazzo. D’altronde le mobilitazioni (sic!) vantate per esempio in occasione della chiusura dei consolati, si sono rivelate dei veri e propri buchi nell’acqua. Nessun rumore, quattro gatti. Neanche la notizia, nulla.
Aspettiamoci il funerale del CGIE e dei Comites con tutti i comitessiani niente altro.
Sia chiaro, ci dicono e tengono a precisare, i Comites ed il CGIE possono rinnovarsi e proliferare, moltiplicarsi a dismisura liberamente ma senza denaro pubblico. Si capisce.
La strana abitudine di fare opposizione ex post, cioè quando il danno si è verificato, non rassicura ed allora si sopporterà passivamente anche questa che tutto sommato sembra non essere neanche la peggiore decisione.
Solo i consiglieri di questi organismi con annessi i loro Presidenti si lamenteranno perché perderanno i “sussidi” personali, tutto il resto farà spallucce. Pazienza avremo scherzato!
A proposito quali sono questi “sussidi”in appannaggio dei membri di questi organismi? Qualcuno ha il coraggio di pubblicare le proprie ricevute di pagamento?
Solo per trasparenza, si capisce, solo per trasparenza.
Politicamentecorretto

05. Jun, 2010
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