Continua la saga tra Berlusconi e Fini:Resettare tutto, senza risentimenti.

Il titolo di una nuova puntata.

Sembra una vecchia canzone di Fausto Leali ” Ricominciamo”, la telenovela tra Fini e Berlusconi a cui assistiamo negli ultimi mesi sembra non aver fine.

“Resettare tutto, senza risentimenti”: con questa formula esordisce in una breve conversazione serale con il Foglio Gianfranco Fini.

Che cosa vuol dire, presidente? “Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo – spiega il presidente della Camera e cofondatore del Pdl – ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie”.

“Qui sto e qui resto”
“Qui sto e qui resto, in ogni senso. Nel senso dello schieramento e delle idee portanti. Se avessi dubbi radicali, se davvero fossi sfiduciato e amaro, non direi, anche sulle questioni della legalita’, che si puo’ e si deve resettare tutto, per scrivere un nuovo capitolo con un minimo di ottimismo” dice Gianfranco Fini nell’intervista a “Il Foglio”.

“Chiudere la pagina conflittuale per aprirne una nuova”
Onorare l’impegno politico preso con il Pdl e’ “l’unica via per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via, tra le macerie di un partito e di una esperienza di governo, la credibilita’ del centrodestra, prima di tutto nella testa e nel cuore di quanti ci hanno seguito e dato il mandato di rappresentarli. Non ci sarebbero ne’ vinti ne’ vincitori, alla fine della mattanza” afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini sempre nel colloquio con il ‘Foglio’. “Quando dico che si deve chiudere una pagina conflittuale e aprirne una nuova, non faccio appello ai sentimenti, di cui non nego l’esistenza e che hanno la loro importanza per molti di noi; non esibisco ne’ chiedo ipocrisie, faccio invece appello alla ragione, ai fatti, all’analisi politica e alle basi pubbliche e discorsive, intessute di dialogo e di capacita’ di riflessione comune, di qualunque possibile fiducia tra diverse leadership”, aggiunge.

“Garantismo e legalità non in conflitto, ma se si riporta altro…”
“Garantismo e legalita’ non sono in conflitto. La mia solidarieta’ verso chiunque sia colpito da gogna mediatica e da accanimenti palesi e’ di antica data, e resta intatta” dice nell’intervista il presidente della Camera, assicurando di non aver mai pensato ad un ‘repulisti giustizialista’. “A Napoli – ricorda Fini – ho parlato della stranezza del comportamento di un sottosegretario che si dimette senza avvertire l’opportunita’ di dimettersi anche da coordinatore regionale: ho invece letto il giorno dopo sul giornale di famiglia che avevo chiesto la testa di Silvio Berlusconi. Certo che se poi gli ultras, sempre nemici di ogni buon compromesso politico, riportano al capo che io voglio fare un repulisti giustizialista, allora prevale la logica degli anatemi”. Ma, conclude, “non e’ possibile equivocare la mia posizione: io ho radici e appartenenza culturali e politiche chiare”.

RaiNews

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