Editoriale di Minzolini sul caso Pdl, l’opposizione scopre un Tg1 "non sufficientemente pluralista".

Il divorzio che si sta consumando nel Pdl almeno un elemento positivo lo determina: la chiarezza. E in questo momento c’è bisogno di chiarezza, non di tatticismo esasperato».


È l’affondo di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, nell’edizione delle 20, proprio mentre si consuma lo strappo definitivo tra il partito di maggioranza e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Contro l’editoriale si schierano Pd, Idv e Fnsi, ma anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti, che parla di un Tg1 «non sufficientemente pluralista». «Non condivido le tue affermazioni», ribatte il direttore generale Mauro Masi.

Minzolini esordisce parlando dell’approvazione della manovra, che ha avuto «il plauso dell’Europa» per attaccare poi i media sui quali intanto «sono fioccate previsioni pessimistiche sul futuro del governo» e «sono state enfatizzate inchieste dai contorni confusi. Insomma, »la solita cappa mediatica tenta di condizionare gli equilibri del paese«, aggiunge, alludendo alla vicenda P3. »Siamo alla deriva giustizialista«. »Vorremmo informare Minzolini – commenta il capogruppo Idv in Vigilanza, Pancho Pardi – che questo governo sta perdendo pezzi e che negli ultimi due mesi, in una maggioranza dove non si dimette mai nessuno, sono saltati due ministri e un sottosegretario e un vero verminaio sta venendo alla luce«. Altro che ‘cappa mediaticà: »si chiamano notizie«, sottolinea Pardi. »Anche stavolta Minzolini ha deciso impropriamente di intervenire in prima persona nel dibattito politico«, dice dal Pd Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani.

La polemica rimbalza in Vigilanza, dove è in corso l’audizione del vertice Rai: »Non ritengo che il Tg1 di oggi sia sufficientemente pluralista. L’ho detto al cda e lo ripeto qui«, attacca Garimberti. »Non giudico Minzolini e il suo diritto di fare editoriali e di impostare il tg come crede, ma già ai miei tempi – aggiunge il presidente – editoriali non se ne facevano. Ritengo più in generale che sia importante un’attenta valutazione dell’informazione in Rai«. Replica Masi, anch’egli a San Macuto: »Non condivido affatto le tue affermazioni sul Tg1. Non penso che non sia sufficiente pluralista«. Condivide invece le critiche a Minzolini il segretario della Fnsi, Franco Siddi: »Il Tg1, con l’editoriale di oggi, appare come il giornale di una corrente di partito. Incredibile che ciò accada per la testata ammiraglia del servizio pubblico. È il tradimento di una missione«.

Leggo.it

            


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