Mondo: Marchionne Obama, incontro a Jefferson North

Detroit Applausi dei dipendenti e ringraziamenti e complimenti per il lavoro svolto da parte del presidente americano Barack Obama: Sergio Marchionne ‘sta facendo un gran lavoro’, ‘grazie Sergio’. Ma Marchionne non dimentica la partita italiana e, a chi gli chiede se il successo odierno serva per inviare qualche messaggio a Pomigliano, afferma: ‘In Italia, Fiat ha responsabilita’ che vanno al di la’ di una casa automobilistica. E il ruolo che il governo americano ha giocato qui e’ molto diverso da quello giocato in Italia. Mi auguro che la gente coinvolta riconosca il ruolo che Fiat sta giocando’. ‘Non so se ci sia un messaggio’ per Pomigliano.’Penso che oggi sia un riconoscimento del fatto che ci potevano essere giorni peggiori in Chrysler: per arrivare a questo punto, pero’, e’ stato necessario ripartire da zero e ristrutturare, ed e’ importante aggiunge anche il ruolo che ha avuto il governo in questa ristrutturazione. L’annuncio odierno di Sterling Heights e’ il frutto di questa ristrutturazione’. La dichiarazione si riferisce al fatto che, al di la’ delle previsioni, lo stabilimento Sterling Heights non chiudera’: verra’ anzi introdotta una seconda linea di produzione, che portera’ alla creazione di 900 nuovi posti di lavoro. La societa’ sta crescendo, osserva Marchionne, definendo al visita di Obama ‘un onore, un segno di soddisfazione. E’ stato grazie al coraggio delle sue decisioni che Chrysler e’ sopravvissuta e cresce’.'La cosa importante e’ ricostruire la societa’, lo stiamo facendo da 14 mesi, pezzo per pezzo’. E le prospettive mette in evidenza sono buone: le vendite della casa americana dovrebbero raddoppiare fra il 2010 e il 2011 in Europa e Nord America, e questo grazie anche alla capacita’ di Chrysler di far leva sulla rete di distribuzione della Fiat, a confermare le sinergie fra i due gruppi. ‘Marchionne sta facendo un grande lavoro’, afferma Obama dal palco allestito nell’impianto di Jefferson North per l’occasione. ‘E’ bello essere qui soprattutto quando solo un anno fa il futuro dell’industria automobilistica era in dubbio’, osserva Obama, ricordando con piacere come la sua prima auto fosse proprio una Grand Cherokee. ‘La strada per l’industria automobilistica e’ ancora lunga, ma le decisioni prese stanno pagando’: il settore, che rappresenta ‘molto’ dello spirito americano, e’ in ‘ripresa’ e evidenzia Obama il fatto che ‘siamo qui, che siete qui, e’ la conferma che coloro che criticavano l’intervento pubblico sbagliavano’. Dalla meta’ del 2009, l’industria automobilistica ha creato 55.000 posti di lavoro e, per la prima volta dal 2004, tutte e tre le case automobilistiche americane hanno archiviato il primo trimestre con un utile operativo. ‘Ci vorra’ del tempo prosegue Obama ma ho fiducia nell’economia e in voi’.Antonella Muroni

            


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