Roma – Oggi e’ la giornata del silenzio contro il silenzio che la cosiddetta and lsquo;legge bavaglio’ vorrebbe imporre a tutti i giornalisti. Il mondo dell’informazione italiana si ferma per 24 ore per protestare contro il disegno di legge sulle intercettazioni che, se entrasse in vigore, metterebbe in pericolo il lavoro di giornalisti, reporter e free lance. Una protesta che vuole smuovere le coscienze, che vuole toccare direttamente i cittadini: secondo la Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, tutta la popolazione deve rendersi conto del grosso rischio che corre con una legge simile in vigore. Il rischio di non essere informata, di non sapere quello che i magistrati scoprono. Ma la legge limiterebbe anche il lavoro degli stessi magistrati, che si vedrebbero costretti a rispettare un nuovo, duro, regolamento sulle intercettazioni. Per giorni si e’ discusso sull’utilita’ dello sciopero. Se e’ corretto, insomma, zittirsi per protestare contro chi vuole zittire. Imbavagliarsi contro il bavaglio. Qualcuno ha proposto di trasformare la giornata di silenzio in una giornata di and lsquo;superinformazione’, con i quotidiani gratuiti nelle edicole. La proposta e’ stata bocciata, si e’ deciso di mettere in piedi il and lsquo;black out dell’informazione’, ossia il modo piu’ palese e netto – in questo Paese – per protestare. Ma e’ una scelta che divide, nonostante la contrarieta’ di tutti al ddl: percio’ oggi, in edicola, non ci sono and lsquo;Corriere della Sera’, and lsquo;Repubblica’, and lsquo;La stampa’, and lsquo;Il messaggero’, mentre invece sono presenti and lsquo;Il giornale’, and lsquo;Il foglio’, and lsquo;Il tempo’, and lsquo;Libero’ e altri. In tv, invece, sara’ silenzio assoluto: tutti i tg sono in sciopero, e garantiscono solo alcune finestre informative. Il nostro sito, voceditalia.it, sara’ aggiornato regolarmente.Domenico D’Alessandro
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