I tre lavoratori erano stati reintegrati dal giudice ma la Fiat in un telegramma aveva chiesto loro di non tornare al lavoro. La Fiom ha chiesto l’intervento di Napolitano.
Al cambio turno, i tre operai della Fiat – Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli – reintegrati dal giudice del lavoro sono entrati nello stabilimento di Melfi in provincia di Potenza. I tre operai sono accompagnati dagli avvocati e da un ufficiale giudiziario, Francesco D’Arcangelo. I tre sono entrati fra gli applausi dei colleghi, ma sono
stati bloccati dalla vigilanza interna che li ha invitati a seguirli nel loro gabbiotto. Al momento gli operai sono ancora dentro il locale accompagnati dal legale e dall’ufficiale giudiziario che deve notificare il provvedimento di reintegro del giudice del lavoro di Melfi. La Fiom ha proclamato un’ora di sciopero, dalle ore 14 alle 15, in attesa di conoscere se i tre operai reintegrati potranno raggiungere i reparti.
La Fiom in un volantino aveva chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica “di tutte le istituzioni democratiche”. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil chiede a Napolitano e alle altre istituzioni “di intervenire presso la magistratura e ristabilire il principio costituzionale secondo cui la legge e’ uguale per tutti”. Davanti allo stabilimento, vi sono il segretario regionale lucano della Fiom, Emanuele De Nicola, il responsabile nazionale del settore auto della stessa Fiom, Enzo Masini, e altri dirigenti regionali.
Sky.it
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