Washington – Il grande giorno e’ arrivato. Il tavolo dei negoziati per una pace futura in Medio Oriente si apriranno oggi sotto il segno di Hillary Clinton, che accogliera’ i primi rappresentati di Israele e Palestina per l’apertura formale dei colloqui. Dall’altra parte il presidente Barack Obama ha incontrato ieri i due massimi rappresentati dei paesi in causa, Benjamin Netanyahu e Abu Mazen, dopo aver discusso qualche ora anche con il Re di Giordania e il presidente egiziano Mubarak. ‘Stiamo facendo progressi – spiega Obama dopo i quattro incontri – Possiamo arrivare alla pace in Medio Oriente in un anno: come ho gia’ detto a tutti, questa opportunita’ potrebbe non ritornare presto. Non si possono permettere di perdere questa occasione. [ and hellip;] I colloqui diretti tra israeliani e palestinesi sono l’unico sentiero verso la pace, gia’ troppo sangue e stato versato. [ and hellip;] Ma bisogna saper difendere la pace dai suoi nemici ‘.In Cisgiordania infatti, due giorni fa, quattro coloni israeliani sono rimasti uccisi durante un attentato, prontamente rivendicato dal gruppo di Hamas. Il portavoce della Casa Bianca ha definito ‘assurdo ‘ il massacro e ha poi assicurato che ‘niente fermera’ gli Stati Uniti nel sostenere la sicurezza d’Israele e dal perseguire una pace durevole ‘. Anche Abu Mazen ha condannato l’episodio.La giornata si e’ conclusa con una cena di lavoro alla quale hanno partecipato tutti i rappresentanti presenti ieri alla Casa Bianca, compreso Tony Blair. L’amministrazione Obama si e’ detto appunto cautamente ottimista, perche’ i presupposti sembrano cadere giorno dopo giorno. Netanyahu ha infatti confermato la proroga della moratoria parziale delle costruzioni ebraiche negli insediamenti in Cisgiordania, dopo gli attacchi di Hamas.La prima risposta secca e’ arrivata dal presidente palestinese Mahmoud Abbas, per tutto il giorno all’ombra di Abu Mazen. ‘Una ripresa della colonizzazione – ha tuonato Abbas – vedra’ la fine dei negoziati. La colonizzazione deve cessare. Il suo proseguimento significhera’ la fine del processo di pace ‘.Alessandro Gatta
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