Mondo: Obama: ‘Yes we can’, 50 miliardi per le infrastrutture

Washington -Barack Obama tenta di rilanciarsi e anima gli uomini del sindacato. In occasione del Labor day, in maniche di camicia e piumino in mano da una spolverata al vecchio slogan Yes we can e attacca a testa bassa i repubblicani a 58 giorni dal voto di novembre. Alla laborfest, la festa delle Union che si tiene a Milwaukee, in Wisconsin, Obama rilancia il ruolo della classe lavoratrice, dei suoi valori e della sua dignita’ e annuncia un piano da 50 miliardi.’

L’America dice il presidente non puo’ avere un’economia forte senza un ceto medio forte, sempre piu’ grande, con i suoi valori e la sua capacita’ i lavorare duro’. E per far uscire dal pantano la middle class, Obama lancia un piano di investimenti in grandi opere pubbliche, soprattutto nel settore dei trasporti, da 50 miliardi di dollari in sei anni. Un piano che, sottolinea Obama ‘non aumentera’ il deficit’. Quindi assicura che ‘ogni singolo giorno della sua presidenza’ non smettera’ mai di lottare per difendere ‘il sogno americano’, di chi, pur avendo umili origini, con la sola forza del suo lavoro, vuole garantire un futuro ai suoi figli.’E’ stato cosi’ ai temi dei miei nonni ricorda Obama e dovra’ tornare ad essere cosi’ anche in futuro’. Obama fa patriotticamente notare che l’America non e’ diventato il Paese piu’ ricco al mondo ‘con i giochi e le scommesse di carta di Wall Street’, ma grazie alla capacita’ ‘di produrre e vendere beni reali’. E’ tempo, esorta, di ‘rifondare la nostra economia’ e rilanciare il Made in Usa.

Per rimettere in moto l’azienda Usa, Obama chiede al Congresso di approvare gli investimenti: ‘Nei prossimi sei anni costruiremo 150mila miglia di strade, pari a sei volte l’equatore. Rinnoveremo 4.000 miglia di linea ferroviaria, la stessa distanza che divide l’est dall’ovest e rimetteremo a posto 150 miglia di piste aeroportuali, in modo da ridurre i disagi e i ritardi’. Poi annuncia la creazione di una nuova banca per le Infrastrutture in grado di fare il lavoro di almeno 100 uffici federali. Cosi’ si ridurranno i tempi e si taglieranno i costi della burocrazia.’La storia ci dice che questo tipo di piano dovrebbe avere l’appoggio parlamentare bipartisan.

Ma avverte Obama entrando in clima elettorale c’e’ gente a Washington che la pensa diversamente. In tutti questi mesi ogni volta che abbiamo presentato provvedimenti a favore dei lavoratori abbiamo trovato sempre i no dei repubblicani. Mentre sto parlando stanno dicendo no al taglio delle tasse per le piccole aziende. E’ gente che vuole aiutare i milionari, che cambia le regole per aiutare i propri interessi particolari, senza pensare ai problemi dei lavoratori’.Quindi, in un clima da comizio sindacale, Obama incita la folla a tenere duro: ‘So che viviamo una situazione difficile, che la gente e’ preoccupata sul futuro e non ha i soldi per tirare avanti. Quando i tempi sono duri e’ facile abbandonarsi alla paura e al cinismo, ai dubbi e alle divisioni.

Ma noi non molliamo. Siamo il Paese che ha superato depressioni e guerre, grandi sfide e grandi minacce, illuminando la strada al resto del mondo. Ogni volta che i problemi sembravano irresolubili aggiunge tra uno scroscio di applausi abbiamo fatto il nostro meglio, un popolo, una nazione. Questo e’ lo spirito del movimento sindacale. Da soli si perde, uniti si e’ piu’ forti e vince. Per questo siamo americani e ci chiamiamo Stati Uniti’. Poi in chiusura, tra l’entusiasmo generale, tira fuori dall’armadio il famoso Yes We Can che lo porto’ alla Casa Bianca due anni fa.

            


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