E’ durata circa due ore la riunione dei magistrati. E il trasferimento della competenza alla Direzione distrettuale antimafia salernitana, precisa Grippo, “è stata una decisione congiunta, non un provvedimento di autorita’”, aggiungendo che la trasmissione degli atti è immediata. La moglie: ora non sia dimenticato.
Gli atti dell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, saranno trasferiti alla Procura di Salerno. Lo ha confermato il procuratore capo Franco Roberti. “L’inchiesta – ha riferito – passa alla direzione distrettuale antimafia di Salerno che ne è competente”. Il capo della Procura, al momento, non ha indicato il nome del sostituto che si occuperà del caso.
E’ durata circa due ore la riunione dei magistrati. E il trasferimento della competenza alla Direzione distrettuale antimafia salernitana, precisa Grippo, “è stata una decisione congiunta, non un provvedimento di autorita’”, aggiungendo che la trasmissione degli atti è immediata. Il sostituto procuratore Alfredo Greco, che ha coordinato fino a questo momento le indagini, ha ribadito che da oggi termina il suo impegno sul caso. “La procura di Vallo – dice rispondendo alle domande dei giornalisti – trasmetterà il fascicolo, tutto quanto è contenuto negli atti, a Salerno”. Poche ore dopo il delitto, Greco aveva dichiarato di aver avuto contatti frequenti con il sindaco ucciso e di aver raccolto lo sfogo di un amministratore preoccupato. “Non mi è stata chiesta una relazione di servizio – dice rispondendo alle domande dei giornalisti – Se mi venisse chiesta, non avrei difficoltà a farla”.
Il fratello del sindaco ucciso: “Mi parlò di forze dell’ordine colluse”
Due, tre giorni prima di essere ammazzato Angelo Vassallo aveva rivelato al fratello che esponenti delle forze dell’ordine erano collusi. Ad affermarlo è proprio il fratello del sindaco di Pollica ucciso in un agguato domenica.
“Ci sono delle lettere scritte – ha aggiunto Claudio Vassallo – sia al comando provinciale che a quello generale di Roma senza nessuna risposta. Lo hanno lasciato solo e abbandonato”. Sul movente Vassallo indica due piste: interessi sul porto o problemi di droga.
La moglie: ora non sia dimenticato
“Angelo ha fatto delle cose straordinarie, ora spero che non sia dimenticato e che il lavoro che ha fatto per imporre la legalità venga portato avanti”. Questo l’appello che Angela, la moglie di Angelo Vassallo il sindaco di Pollica barbaramente assassinato, ha confidato ad alcuni amici che si sono recati in visita da lei stamattina.
Casa Vassallo, infatti, è un via vai di amici e parenti desiderosi di esprimere la propria vicinanza alla famiglia del sindaco di Pollica.
“E’ una famiglia distrutta – riferisce un amico di famiglia – e che si chiede il perché di tanta ferocia nell’esecuzione”. L’auspicio di Angela Vassallo, e del fratello del sindaco, Claudio, è che quanto fatto dal loro congiunto per imporre la legalità a Pollica non sia disperso e anzi la sua opera portata avanti.
I funerali di Vassallo, dopo l’autopsia che verrà effettuata domani, dovrebbero tenersi giovedì mattina. Stasera, intanto, dopo la fiaccolata a Pollica si ritroveranno i 100 sindaci del Parco del Cilento assieme ad una rappresentanza dell’Anci.
Un amico: si era esposto con gli spacciatori di droga
Poche settimane fa, dopo ferragosto, il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, si era esposto in prima persona in un azione di contrasto nei confronti di alcuni spacciatori di droga che stavano cercando di conquistare la piazza di Acciaroli per lo spaccio di cocaina e hashish. A rilevare la circostanza oggi è il consigliere comunale e amico di Vassallo, Domenico Palladino, che ricorda anche come il sindaco si sentisse lasciato solo dalle forze dell’ordine in questa azione di contrasto alla criminalità.
“Li aveva minacciati di denunciarli – ricorda Palladino – se li avesse rivisti all’opera e intimò loro di lasciare il paese e tornarsene da dove erano venuti. Si tratta di personaggi che vengono da fuori ed è impensabile che i carabinieri di qua non li abbiano mai fermati e Vassallo sì. E’ ora – conclude Palladino – che ci sia un ricambio ai vertici del locale comando dei Carabinieri come dallo stesso Vassallo richiesto per anni”.
Napolitano: barbaro crimine
“Desidero far giungere ai cittadini di Pollica l’espressione della mia profonda commozione e solidarietà per il barbaro crimine dell’assassinio di Angelo Vassallo che da Sindaco aveva dedicato le sue energie e il suo impegno alla tutela della legalità in difesa degli interessi della popolazione. Tutte le istituzioni si stringano intorno alla famiglia della vittima e alle forze dello Stato chiamate a far luce sull’accaduto e ad affermare le ragioni della giustizia”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato all’amministrazione comunale di Pollica.
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