Almeno 19 morti e oltre 340 feriti al festival di musica techno di Duisburg, schiacciati nella calca a causa di un’ondata di panico all’ingresso e dentro un tunnel.Tra le vittime un’italiana. Accuse agli organizzatori
C’è anche un’italiana tra le vittime della tragedia alla Love Parade di Duisburg. Si tratta di Giulia Minoli, una 21enne di Brescia.La notizia, purtroppo, trova conferma nelle dichiarazioni rese dalla dalla Farnesiana.
E intanto, la città tedesca si è risvegliata ancora sotto choc per la strage di ragazzi, morti durante il festival di musica techno che raduna giovani da tutta Europa. E il bilancio si aggrava di ora in ora.
La calca provocata dal panico ha causato almeno 19 morti. I feriti, alcuni in gravi condizioni, hanno toccato la cifra record di 340.
Sabato 24 luglio 2010, ore 17.30. La calca, poi il panico. E’ tragedia – Sarebbe stato il panico scoppiato all’ingresso del tunnel di accesso alla Love Parade di Duisburg a causare la strage di ragazzi. Secondo alcuni media tedeschi, la ressa sarebbe stata originata dal tentativo della polizia di impedire l’accesso a migliaia di persone all’area dove si svolgeva l’evento, il sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni ’80 e trasformato in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente “troppo stretto” per garantire l’afflusso dei partecipanti.
“Urla, paura, panico”, scrive il quotidiano tedesco Bild: “Migliaia di persone si sono scontrate, molti – almeno una dozzina di persone – sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario”.
Un partecipante alla manifestazione, Marius, di 18 anni, riferisce ancora Bild, ha raccontato che “non c’è stata possibilità di fuga, la gente faceva come un muro. Ho avuto paura di morire”. “Ho avuto fortuna: ho trovato un piccolo buco, ma accanto a me sono morte due donne”, ha raccontato inoltre una ragazza.
Accuse agli organizzatori – “Eravamo in mezzo al tunnel. Sempre più gente cercava di entrare – ha detto un giovane 21enne di nome Fabio all’agenzia stampa Dpa – eravamo quasi arrivati all’uscita, ma la folla non riusciva ad avanzare. Con la mia fidanzata siamo tornati indietro, riuscivamo a malapena a respirare. Abbiamo dovuto farci largo a gomitate. Abbiamo avvertito la polizia che si poteva scatenare un panico di massa. Questo circa 45 minuti prima dell’incidente”.
La Parata dell’Amore – Alla Love Parade, secondo i dati degli organizzatori hanno partecipato durante l’intera giornata di sabato 1,4 milioni di persone. Sono stati mobilitati circa 1.200 poliziotti. L’enorme afflusso di persone ha reso difficili i soccorsi, con il personale medico che ha dovuto farsi strada tra migliaia di giovani.
Nata a Berlino nel 1989, sull’onda del crollo del Muro di Berlino, l’annuale Love Parade a suon di musica techno era stata organizzata di nuovo dopo una pausa osservata l’anno scorso.
LA DINAMICA
La location di questa immensa discoteca a cielo aperto quest’anno era il Duisburg Freiheit, adiacente alla stazione centrale, un enorme sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni ’80 con all’interno uno scalo merci. Sono arrivate centinaia di migliaia di giovani da tutta Europa, la maggior parte tra i 18 e i 25 anni, per assistere alla carrellata di grandi camion con rimorchi aperti allestiti con console dj e amplificatori da svariati megawatt, per ballare al ritmo di musica elettronica, house, trance, progressive, hardstyle, happyhardcore, jumpstyle e – promettevano gli inviti circolati in rete – “tutto ciò che darà l’energia per tirare fino a notte fonda tra birra e musica a tutto volume”.
Il tunnel in cui si è verificata la tragedia ha due corsie per ogni direzione di marcia e due ampi marciapiedi su entrambi i lati, a conferma dell’immane massa di persone che deve essersi accalcata all’unico ingresso. L’area dell’esibizione è di 230.000 mq e secondo gli esperti poteva accogliere al massimo 400.000 persone. Nei giorni scorsi gli organizzatori si erano dichiarati fiduciosi di poter far fronte senza difficoltà al milione di partecipanti, che nei fatti è salito a un milione e mezzo. La polizia – 1.200 gli agenti mobilitati – e i soccorritori sono giunti agevolmente sul posto, perché l’autostrada che fiancheggia il sito, delimitato anche dalla linea ferroviaria, era stata chiusa alla circolazione per tutta la giornata, ma raggiungere i feriti e le vittime è stato a lungo impossibile. Dopo la tragedia le recinzioni sono state buttate giù.
La critica più dura agli organizzatori è proprio di aver recintato completamente l’area dello scalo merci prescelta per l’esibizione, con un solo punto di ingresso, mentre nelle precedenti edizioni nelle altre città del bacino della Ruhr la festa techno si svolgeva su un’area completamente aperta.
LA TESTIMONIANZA
“Non riuscivamo a respirare” – Un testimone della tragedia alla Love Parade di Duisburg ha dichiarato di aver avvertito la polizia del rischio di un disastro 45 minuti prima dell’incidente.
“Eravamo in mezzo al tunnel. Sempre più gente cercava di entrare – ha detto un giovane 21enne di nome Fabio all’agenzia stampa Dpa – eravamo quasi arrivati all’uscita, ma la folla non riusciva ad avanzare. Con la mia fidanzata siamo tornati indietro, riuscivamo a malapena a respirare. Abbiamo dovuto farci largo a gomitate. Abbiamo avvertito la polizia che si poteva scatenare un panico di massa. Questo circa 45 minuti prima dell’incidente”.
La musica è andata avanti – La maggior parte dei partecipanti al festival techno ha continuato ad ignorare per ore quanto fosse successo anche perché la rete di telefonia mobile è entrata in tilt per le numerose chiamate, ha riferito Frank Kopatschek, portavoce della municipalità di Duisburg. A oltre sette ore dalla strage c’era ancora una folla inconsapevole che ballava al ritmo martellante della musica techno.
Il fatto che la gente abbia continuato a ballare ha scatenato proteste e talvolta rabbia.
“Gli organizzatori hanno ringraziato per la splendida giornata!” – “E’ pazzesco, la festa è proseguita!”, dice indignato Lubbert, 31 anni, di Hannover. “Tutti hanno continuato a ballare, anche quelli che avevano perso un amico”, continua il giovane, arrabbiato perché gli organizzatori alla fine dai microfoni hanno ringraziato il pubblico “per la splendida giornata”. “L’organizzazione era carente. Non c’era molto da bere se non alcol. E anche se il parco era pieno, hanno continuato a far arrivare gente”, denuncia Patrick, 22 anni.
“C’erano troppe barriere, i passaggi erano stretti” – Molti alla Vecchia stazione di Duisburg, dove si è svolto il festival di musica techno, sono ancora scioccati: “Ho visto i morti. Altri erano ancora vivi ma incoscienti”. Sono queste le parole di un ragazzo, tra i migliaia ad aver partecipato alla Parade. “Sono arrivato al tunnel verso le 17. C’erano troppe barriere, i passaggi erano troppo stretti per essere superati agevolmente”, ricorda Alexis, 28 anni, di Wuppertal. “Delle ragazze sono svenute per il troppo caldo. Era pazzesco. La polizia stava su delle scale e cercava di tirare fuori la gente. Alcuni hanno provato a distruggere le barriere. E’ stato terribile, il caos”, ha aggiunto Alexis, che insieme ad altri nove amici ha poi rinunciato a seguire l’evento. “Ho fatto un corso di pronto soccorso, ho cercato di aiutare un po’”.
“Non sapevo nulla su quanto era successo” - Non si è accorta di niente, dice una ragazza. “Agli altoparlanti non hanno dato la notizia”. Poi, sollevata accenna un sorriso: “Per fortuna noi stiamo bene”.
“I miei genitori mi hanno chiamato e mi hanno messo in guardia” – “Ero alla Parade. Ho sentito solo voci su quello che era successo. La musica era alta – dice un giovane – Poi mi hanno chiamato i miei genitori”.
Sky.it
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